Alabama Shakes – Sound & Color

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Gli Alabama Shakes sono una delle rivelazioni del profondo sud degli Stati Uniti degli ultimi anni. Dopo l’acclamato esordio del 2012 con “Boys & Girls” hanno suonato davanti al Presidente Barack Obama, e dopo incessanti date dal vivo sono tornati in studio per lavorare a “Sound & Color”.

Il sound è una fusione di diverse influenze,  che attraversano la storia americana come fosse una lunga autostrada polverosa: in queste tracce troviamo le radici della chitarra blues, il southern rock, il soul anni ’60 e un po’ di garage rock. L’apertura con la title-track “Sound & Color” è piuttosto soft, ha una fortissima influenza giamaicana, e funge da introduzione all’LP.  “Don’t Wanna Fight” ci presenta la chitarre che ci accompagneranno per  tutto l’ascolto, col loro suono a tratti tagliente a tratti melodico. La voce della frontwoman Brittany Howard è potente e versatile. Una forza della natura. “This Feeling”, posizionata a metà del disco, è una delicata ballad in cui la voce si adagia sulla chitarra acustica, con poco altro accompagnamento oltre a qualche coro e un crescendo di archi. Un gradito tocco garage è offerto “The Greatest” , che con il suo ritmo trascinante unisce melodia vocale e distorsione della chitarra in un perfetto connubio. Il pezzo più particolare è forse “Gemini”, che coi sui sei minuti abbondanti dura il doppio degli altri pezzi; in esso ritroviamo tutti gli elementi fondamentali del disco, i ritmi dilatati e i vocal con influenze reggae e soul, le chitarre distorte che si fanno spazio per conquistare il centro della scena. L’atmosfera che si respira ascoltando questo album  è quasi onirica.

La tradizione musicale americana per gli Alabama Shakes non è vissuta come una gabbia, o come un libro di regole, bensì come un’ispirazione. La band è a suo agio prendendo elementi da diversi genere e ricombinandoli a suo piacimento. C’è un desiderio di sperimentare con suoni familiari, per creare qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo antico.

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