Alessandra Amoroso – Vivere a colori

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Un disco nuovo che sottolinea ancora una volta la maturità della cantante salentina, capace di togliersi di dosso l’etichetta “made in talent” per poi brillare di luce propria e raccogliere i frutti del suo lavoro. “Vivere a colori” è il nuovo amore dei Alessandra Amoroso che proietta all’interno dell’album la serenità dell’artista e la sua grande forza emotiva. Un progetto frutto di collaborazioni con nomi importanti della musica italiana come Elisa, Federico Zampaglione e Tiziano Ferro, graditi ritorni come la coppia di autori Camba – Coro, protagonista nella primissima carriera della cantante, e le firme di Magro, Casalino e Faini che colorano ancor di più il disco.

Il primo estratto è una dichiarazione quasi d’orgoglio per quanto fatto finora, tutto il bello che ha costruito nella vita e nella musica con un piccolo grande grazie a quei fan che le sono stati vicini dai suoi primi passi fino ad oggi. “Stupendo fino a qui” è la sintesi di gioie, dolori, amori ed emozioni che la vita le ha posto davanti.
La titletrack “Vivere a colori” rappresenta un appello al vivere sognando, a godersi a pieno il bello che la vita ci porta e a cercare le sfumature più chiare anche nei colori più scuri. Il tocco di Elisa si avverte anche nella musicalità, in un brano che quasi parte a rilento e scoppia di gioia nel ritornello.

Dello stesso timbro anche il brano “Comunque andare”, firmato questa volta dalla coppia Elisa-Amoroso, che ripercorre la scia della spensieratezza. È l’emblema dell’andare avanti, qualunque cosa accada, e “giocarsela fino alla fine”. Ritmo in crescendo che trascina chi l’ascolta: il simbolo perfetto del non arrendersi mai.

Un occhio al passato e a quel disordine che disorienta, ma la consapevolezza di esserci sempre e portare tranquillità all’anima di chi ci circonda: questo è “Avrò cura di tutto”. L’altra faccia del comunque andare, che nonostante tutto ci sarà sempre qualcuno per noi. La cantante salentina oscilla alla grande tra gli alti e bassi vocali del brano scritto da Daniele Magro.

L’amore è sempre stato l’argomento protagonista delle canzoni della Amoroso. Spesso sdolcinato, commovente e a tratti anche da togliere il fiato. Tutto questo ritorna con forza in “La vita in un anno”, firmato Tiziano Ferro. Poco più di tre minuti in cui la “solita” poesia del cantautore di Latina si fonde con la voce salentina che a suon di emozioni racconta la vita vissuta in due.

Federico Zampaglione ha invece scritto “Nel tuo disordine”, un brano che si addice alla perfezione alla Amoroso, mettendo alla prova le sue doti artistiche nell’interpretazione di un testo che sottolinea ancora una volta il rapporto di coppia, e che rappresenta l’altra faccia dell’amore, descritto con sfumature più scure e con una musicalità quasi da club. Della stessa impostazione è “Mi porti via da me”, che ricalca le difficoltà di chi non vive a pieno l’amore con il proprio partner. Scritto da Amati e Carboni, diventa l’inno delle emozioni non più condivise tra l’uno e l’altra e che hanno il peso dei ricordi che le fa sopravvivere. Molto intenso dal punto di vista vocale, con un ritmo in crescendo che sfocia a tratti in un appello quasi disperato, descritto con un laconico “non farmi naufragare”.

“Sul ciglio senza far rumore” parla invece di un’attesa, infinita ma da sempre sperata, nei confronti di chi ha tra le mani il destino di una relazione. Roberto Casalino e Dario Faini mettono nero su bianco i timori, i desideri ed i sogni di chi ha dato tutto per l’altro ed ha deciso di aspettarlo, il tutto vestito di una lieve speranza che però nasconde anche la dura consapevolezza del “prendere o lasciare”. La Amoroso con la sua voce rende chi l’ascolta incredibilmente protagonista della sua storia, interpretando al meglio un brano che nasconde una malinconia malcelata, perché la volontà di realizzare quell’amore tanto inseguito è più forte di ogni negatività.

Federica Camba e Daniele Coro ritornano in “L’unica cosa da fare”, una presa di coscienza di chi ha visto i propri sentimenti squarciati dal partner, ne ha perso la fiducia ed ha deciso di non commettere più lo stesso errore, quello del dedicarsi totalmente all’altro. Si tratta di un brano profondissimo che raggiunge il massimo di aggressività – marcata dalla vocalità della cantante salentina – nel momento in cui chi parla ammette che “non crede più a niente” né al “per sempre”. L’altra faccia di questo brano è racchiusa in “Non sarà mai”, scritto anch’esso dai due autori, che fa leva sulla forza di volontà di chi ha commesso l’errore più grande nella sua vita ed è deciso a non ripeterlo più. Stessa penna ma amore diverso in “Appartenente”, dove a cambiare è anche la melodia, molto più dolce e appassionata. Le parole di chi porterà il proprio amore verso l’altro sempre dentro di sé – nonostante il destino decida di separarli – chiuso nell’animo più profondo, con la speranza di rivederlo (e cercarlo) negli occhi di chi domani sarà al suo fianco.

Fidati ancora di me” porta la firma di Daniele Magro e fa leva su un eterno ritorno ad un rapporto consolidato ma mai sentito a pieno. Il sound ed il timbro della Amoroso sono la colonna sonora perfetta per chi non si è mai dedicato totalmente all’altro e, come un fulmine a ciel sereno, realizza che in realtà il proprio posto nel mondo è al fianco di chi ha amato fino ad ora.

Le parole di Casalino e Faini in “Il mondo ha il nostro volto” raccontano le speranze e i desideri di chi, ancora una volta, aspetta il ritorno dell’altro. E lo fa mettendo da parte le incomprensioni, le ferite e la ragione per dare retta al cuore. Brano per nulla nostalgico anche nella musicalità, sintomo di un sentimento mai cancellato del tutto, anzi più vivo che mai. L’album si chiude con “Il mio stato di felicità”, firmato Faini – Cheope – Abbate, che richiama di nuovo la serenità di una nuova Amoroso, sempre più consapevole di poter contare su chi c’è sempre stato e felice come non mai di aver fatto le proprie scelte senza rimpianti.

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