Elisa – ON

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“ON” è la nuova creatura di Elisa, l’album del gattino che dovrebbe accendere l’ascoltatore fin dalle prime note, impostato com’è su energia ed empatia. O almeno questo è quello che si è letto ovunque prima dell’uscita di questo disco.
Premesse rispettate? Diciamo che se Elisa non avesse scritto (a quattro mani dicono, mah…) “Comunque Andare” per lasciarla cantare alla Amoroso, avrebbe avuto quella giusta dose di energia in più per definire appunto energico questo album e dare un proseguo al sound de “L’Anima Vola”.
Che “ON” non sia un disco spento e che sia molto pop, come ci stanno a dire in giro un po’ tutti, lo si avverte subito: solo che viaggia su delle premesse realizzate solo a metà.

Ci si trova molto di Elisa in senso trasversale, ossia confrontandosi con tutta la sua produzione musicale fin dalle origini, che di echi da “Asile’s World” e “Then Comes The Sun” a ben vedere se ne trovano (ascoltate “Bad Habit” e “With The Hurt”); ma ci si trovano anche la Elisa fan di Otis e Aretha (“Love Is Kinda War”), e la Elisa coach di Amici e dei The Kolors (“Peter Pan” e “Ready On”).

Insomma in ON si trova un’artista con tutto il suo bagaglio musicale, che ha spaziato nelle sue conoscenze a attitudini, aspirazioni ed amicizie per realizzare un nuovo lavoro. Una cantante molto pop, che nella maturità e nel divenire madre ha scoperto che c’era un mondo fuori da quella Monfalcone che per troppo tempo le è stata cucita addosso come un’etichetta, atta a giustificare il suo essere mediaticamente chiusa e diversa da ciò che alla fine degli anni 90 ha circondato il suo esordio musicale e mediatico (ve la ricordate al Roxy Bar? Io cercavo i sottotitoli per capirla…).

Parliamo di una donna con degli interessi e una forte voglia di vivere ed esprimersi, che a 38 anni doveva pur venir fuori, no? Quindi niente di troppo sorprendente, sconvolgente né tanto meno trascendentale o sensazionale.
Il risultato dunque è un disco buono, che si lascia apprezzare per il ritorno all’inglese che forse allontana la Toffoli dal circuito italiota, ma le restituisce a mio vedere più credibilità e appeal.

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