Five Finger Death Punch – Got Your Six

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Ad appena un paio d’anni dalla pubblicazione dei due volumi di “The Wrong Side of Heaven and the Righteous Side of Hell”, i Five Finger Death Punch ritornano con il loro sesto album di studio, “Got Your Six”.

Non che la band di Las Vegas abbia qualcosa di nuovo da dire, ma ha la ferma intenzione di battere il ferro finché è ancora caldo. Questo intento è già più che evidente dalla prime battute della title track, in cui Ivan Moody ringhia: “I’m a fuckin soldier, just like I told you”, il che, parafrasando, suona un po’ come: “squadra e ricetta vincente non si cambiano”. Infatti, non solo i membri della formazione sono rimasti gli stessi dal 2011 (anno in cui ha fatto il suo ingresso il barbuto Chris Kael, e momento storico in cui i FFDP hanno fatto il botto in ogni angolo del pianeta), ma anche la proposta è sempre quella: basso pressante, batteria tamarra, assoli ignoranti e focus sulla voce di Ivan il Terribile, tutti elementi che si traducono alla perfezione in “Jekyll and Hyde”, il singolo che ci ha tartassato durante la scorsa estate con il suo simil rap e suoi coretti da hooligan.

Come ha dichiarato il batterista e fondatore Jeremy Spencer durante l’intervista che ci ha concesso qualche tempo fa, il bello di “Got Your Six” è l’acceleratore sempre premuto, senza un attimo di tregua. E lo dimostrano pezzi come “Wash It All Away”, che fa già presagire un sing-along selvaggio durante i live dei cinque, e “Ain’t My Last Dance”, giusto per citare un paio di titoli, perché il 99% del lavoro si attesta su pezzi energici e muscolari (vedi “No Sudden Movement”) venati da quella melodia killer che è il marchio di fabbrica dei FFDP.

Tra alti e bassi (“Hell To Pay” è uno di questi ultimi) si arriva incolumi attraverso l’immaginario filo-militare e super macho della band incappando nella tipica eccezione che conferma la regola, ovvero “Digging My Own Grave”, l’unica traccia lenta che timidamente fa capolino in mezzo alle altre dieci. Dico timidamente perché nella mischia di “Got Your Six” è un pezzo assolutamente ininfluente, considerata soprattutto la botta finale di “Boots and Blood”, che dal vivo farà macelli, come minimo.

Mi sento di consigliare “Got Your Six” ai fan degli esordi? Sì. E mi sento di consigliarlo anche a chi non ha mai sentito parlare dei Five Finger Death Punch. Perché, nonostante l’originalità e i colpi di genio non siano di casa, la band sa il fatto suo e sa esattamente cosa vuole. Vedremo se nei prossimi anni il gioco varrà la candela, ma intanto prepariamoci a perdere la voce e qualche costola nel mosh pit ascoltando i nuovi brani.

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