Ryan Adams – Ryan Adams

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L’eclettico Ryan Adams sforna il suo quattordicesimo lavoro discografico, auto-prodotto nel suo studio casalingo Pax AM Records con la collaborazione del polistrumentista Mike Viola. Di fronte alla possibilità di registrare in un altro luogo, l’artista ha rifiutato – per ragioni economiche ma anche perché ritiene il suo studio “come il Millennium Falcon“. Non mancano un paio di collaborazioni di un certo spessore: i vocals della consorte Mandy Moore su “Trouble” e “I Am Safe”, e le chitarre di nientedimeno che Johnny Depp su “Kim” e “Feels Like Fire”.

Il primo pezzo che attira l’attenzione è “My Wrecking Ball”; compiendo un certo rischio cantando di una “Palla demolitrice” dopo Bruce Springsteen e Miley Cyrus, Ryan Adams si discosta da entrambe le canzoni (titolo a parte, non ci sono altre somiglianze ovviamente) e ci consegna una piacevole ballad acustica. «Non rimane molto nel serbatoio, ma in qualche modo questa cosa va avanti […] Ehi, sei la mia palla demolitrice, non vuoi venire e abbattermi magari?». “Gimme Something Good”, primo singolo e prima traccia dell’LP, si apre con chitarra elettrica sporca e un organo. È un rock americano abbastanza classico, e ha in sé il sound che compone quest’album.
Ottimo il binomio della seconda e della terza traccia, “Kim” e “Trouble”: i titoli dicono tutto, l’elettrica dolcezza della prima e l’energia tagliente della seconda. Due canzoni potenti, ognuna a modo suo, che si accostano bene nella loro diversità. “Feels Like Fire” presenta un’atmosfera vagamente alla Smiths, gruppo che insieme ad altri ha fornito l’ispirazione per questo lavoro. Non si fatica a immaginare Johnny Depp mentre registra le sue parti di chitarra, vestito di tutto punto da Willy Wonka. “Let Go”, la traccia con l’arduo compito  di congedare l’ascoltatore, se la cava piuttosto bene nel suo compito. Chitarra acustica, qualche nota di piano qua e là, dà il suo meglio nel bridge.

È interessante notare come “Ryan Adams”, non a caso chiamato così, sia un album che rispecchia il più possibile le idee del suo compositore, e il progetto iniziale che aveva intenzione di realizzare. Dopo aver iniziato a lavorare su un disco “completamente diverso” infatti Adams ha deciso di abbandonarlo per dedicarsi alle sue canzoni nel suo studio, facendo come voleva, senza bisogno di produttori. Una scelta azzardata, ma che ha prodotto buoni risultati.

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