My Regime – Dogmas

my-regime-dogmas-recensioneMy Regime è il nome che Spice ha dato alla sua nuova creatura musicale. Nelle note alla release spiega che per sfogare la sua rabbia verso la società moderna ha sentito la necessità di buttarsi su sonorità di questo tipo. Beh, la rabbia sicuramente l’ha sfogata, perché il disco, nei suoi 40 minuti scarsi divisi in 14 tracce, di violenza ne trasuda da ogni singola nota.

“Dogmas” non potrebbe essere più old school di così: suona esattamente come suonavano i dischi degli esordi degli Slayer, al punto che appena parte “A.A.”, primo brano del lotto, viene da controllare di non aver sbagliato a mettere il CD nel lettore. Tutto richiama lo stile dei succitati padri fondatori del metallo estremo, dalle ritmiche serrate alle chitarre,  compresa la voce perfettamente simile a quella del giovane Araya.

Il disco procede per tutta la sua durata seguendo questa scia, talvolta i brani ricordano “Hell Awaits”, altre volte “South of Heaven”, o altri brani della discografia degli Slayer, arrivando a farsi chiedere se davvero l’intento del disco sia quello dichiarato oppure se non sia una sorta di scherzo del buon vecchio Spice.

Lascio a voi il compito di rispondere a questa domanda, e chiudo dicendo che, assonanze/tributo/copiatura/parodia a parte, il disco scorre che è un piacere e i brani sono composti con gusto ed eseguiti con capacità tecniche indiscutibili; probabilmente andrà nel dimenticatoio nel giro di poche settimane, ma merita sicuramente qualche ascolto. La vostra cervicale vi ringrazierà.

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