National Suicide – Anotheround

national-suicide-anotheround-recensioneI National Suicide tornano prepotentemente sulle scene con “Anotheround”, seconda prova in studio. La metal band tricolore, originaria di Trento, mette sul piatto nove brani superveloci, dove a prevalere è una spiccata vena thrash metal ottantiana.

Le marcate influenze stilistiche del quintetto si evincono già dall’artwork del disco, dove uno zombie cannibalizza il corpo di un povero sventurato in un vicolo lurido: a tutti gli effetti vera e propria dichiarazione di intenti.
Musicalmente il disco non smentisce le aspettative create: ritmiche serratissime fin dall’opener “No shoot no dead” per procedere senza scostarsi troppo dai canoni del genere fino alla fine. Sezione ritmica martellante, riff e solos iperdistorti, e una voce ruvida e abrasiva, che ricorda a tratti quella di Bobby “Blitz” Ellsworth  degli Overkill; questi gli ingredienti del micidiale cocktail che risponde al nome di “Anotheround”.

Anche la durata del platter è canonica per il genere ed il periodo tributato, meno di 40 minuti per 9 tracce; il disco è sotto tutti i punti di vista una fucilata e farà la gioia di tutti i nostalgici dell’epoca d’oro del metallo.
I National Suicide potranno essere derivativi fin che volete, ma a conti fatti abbiamo per le mani un ottimo disco, che scorre rapido, fa scapocciare e diverte. Non mi pare ci sia altro da chiedere ad un gruppo thrash, o sbaglio?

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