Of Mice & Men – Cold World

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Un disco sofferto questo “Cold World”. E si sente. Ogni singolo pezzo che compone la quarta fatica in studio degli Of Mice & Men è lì lì per spiccare il volo, ma nessuno lo fa sul serio. La paura di cadere è più forte dello sprezzo del pericolo, ed è un vero peccato date le potenzialità di una band che avrebbe molto da dire.

Tranne che per rare eccezioni (“Pain”, per esempio), il freno a mano è sempre tirato, lasciando con l’amaro in bocca anche dopo diversi ascolti. Il problema di base sta nella svolta (o forse è meglio dire inversione a U) nu metal, più che evidente in “Cold World”, ma priva di quel mordente che la renderebbe se non altro attuale e divertente (in “Relentless” sembrano i Limp Bizkit strafatti di camomilla).

E la chiosa con “Transfigured” non aiuta a risollevare il morale. L’effetto soporifero è dietro l’angolo, ma dagli Of Mice & Men mi aspetto scariche di adrenalina, non pastiglie di valeriana.

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