Tiziano Ferro – Il mestiere della vita

Tiziano Ferro è tornato ma allo stesso tempo deve ancora arrivare. Sì, perché “Il mestiere della vita“, il suo nuovo album di inediti che approda nel mercato cinque anni dopo “L’amore è una cosa semplice”, è un progetto così fresco per la musica italiana tradizionale che suona 2017. La solare e divertente California, diventata negli anni la vera “casa” di Tiziano, oltre ad essere presente nella copertina, caratterizza il mood sonoro del disco che grazie all’introduzione massiccia di suoni sintetici rappresenta un nuovo inizio per l’artista.

Il nuovo album, infatti, si apre con “Epic”. Qui Tiziano canta la “fine di un primo capitolo” tracciando una linea dal passato senza però rinnegarlo. E siccome il passato non va rinnegato, la collaborazione con Tormento in “My Steelo” è un vero tributo agli inizi di carriera. Tiziano Ferro, infatti, quando ancora non era famoso aveva fatto un tour da corista per i Sottotono e oggi, insieme alla voce dello storico gruppo, ha dato vita ad un ottimo brano dalle evidenti radici hip hop nel suono.

Inoltre, come nella migliore delle trame, è presente un collegamento con il passato più recente, quello senza troppa polvere addosso per intenderci. In questo modo nemmeno l’ascoltare più distratto corre il rischio di ritrovarsi completamente spaesato dinanzi al nuovo. Ed ecco che in soccorso dell’ascoltatore occasionale arrivano il singolo che ha dato il benvenuto al disco, “Potremmo ritornare”, e la title track. Due ballad canoniche, in classico stile Tiziano Ferro, che non fanno gridare al miracolo e che sanno di già sentito. Perché in questi cinque anni di assenza, non conto volutamente il Best Of, tutti hanno provato con scarsi risultati ad emulare Tiziano Ferro affidandosi al produttore Michele Canova che probabilmente si è tenuto il meglio per questo disco. E ha fatto bene.

Perché è anche grazie a lui che la nuova storia di Tiziano è iniziata nel migliore dei modi. Il tappeto musicale del brano “Il confronto” nel duetto con Carmen Consoli è la vera perla del progetto ed è sinonimo di rinascita. Le voci dei due, così diverse da loro, si uniscono e si separano per poi rincontrarsi adagiandosi alla perfezione sul beat elettronico. Mentre il brano “Casa è vuota” è una hit silenziosa e l’avesse confezionata un Frank Ocean a caso saremmo qui a parlare di capolavoro assoluto.

Si è sempre detto che Tiziano Ferro fosse il nostro artista più internazionale, ma ultimamente lo si diceva tanto per dire, con poca convinzione. Oggi però possiamo tornare a dirlo, perché “Il mestiere della vita” ridà forza e vigore a un’affermazione che nel tempo aveva perso il suo peso specifico. La bravura di Tiziano Ferro e del suo team è stata quella di essere riusciti nel difficile compito di realizzare un album che suonasse internazionale ma parlasse allo stesso tempo italiano.
Bentornato Tiziano.

Lascia un commento