Travis – Everything At Once

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Il nuovo album dei Travis, dopo tre anni di silenzio, conferma pregi e difetti di una band che ha probabilmente già raggiunto il suo top compositivo e pur essendosi stabilizzata su buoni livelli realizzativi, non riesce più a stupire e colpire al centro il bersaglio. Le dieci tracce che compongono questo nuovo lavoro rispecchiano la dedizione in fase di produzione a cui la band ci ha abituato da tempo, oltre alla delicatezza e al senso di trasporto che Fran Healy ha sempre saputo infondere nei suoi testi, scanzonati o malinconici che fossero.

Il problema sta tutto lì: un nuovo album dei Travis non delude le aspettative, si gioca duo o tre buoni singoli strappa-consensi, ma in sostanza non offre nulla di sconvolgente o inaspettato.
Probabilmente non potremo mai accusarli di cavalcare la moda del momento o di abusare per convenienza di suoni o riff di tendenza, ma neppure ammirarli per una vera innovazione, che non sia un eco di quanto già proposto in ormai vent’anni di onorata carriera.

L’unica sorpresa sonora la offre la collaborazione con la cantautrice Josephine Oniyama che presta la sua voce in “Idlewild”, brano che comunque non spicca per originalità e a cui sono preferibili le più familiari “3 Miles High” e “What Will Come”, col loro rassicurante senso di déjà-vu.

In buona sostanza è un disco d’attesa, di quelli che ti cullano nello scorrere dei minuti, lasciandoti in bocca quella dolcezza che rende meno amaro qualunque ritardo.

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