Babymetal, o anche Del declino della civiltà occidentale

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Il gran capo mi insegue da troppo tempo ormai per farmi scrivere un articolo sulle Babymetal. Ricordo che per me era già roba vecchia, oltre il limite di tempo massimo, quando me lo chiese –tipo- un anno fa. Fate voi. Perché ora? Non per una recensione prettamente musicale, penso che nessuno ci abbia mai creduto seriamente, quanto per un’analisi antropologica/sociologica. Pura dietrologia su un disastro tutto giapponese, manco fosse la centrale di Fukushima. Come siamo arrivati a questa tragedia? Era evitabile? Può accadere nuovamente?

La congiuntura di diversi fattori ha garantito un altro passo verso il declino della civiltà occidentale.

Il Giappone è stato scoperto da poco.
Incredibile a dirsi, l’ Italia ha sempre avuto un rapporto privilegiato con il Giappone. Per qualche strano caso gli anime e i manga Giapponesi nel nostro paese sono stati sdoganati fin dagli anni ’70, per noi sono roba conosciuta e di successo, e mi sento abbastanza sicuro da poter confermare come il loro influsso sulla cultura popolare italiana sia secondo solo a quello che hanno in madrepatria. Non stato è così per il resto del mondo. Loro non erano pronti. Non ho precisamente chiaro che tipo di concezione avessero del Sol Levante americani ed europei, ma a grandi linee penso si possa condensare negli aggettivi ‘pazzi’, ‘sfigati’ e ‘depravati’. Lo sdoganamento mondiale della cultura pop giapponese è roba recente, cresciuto di pari passo con Youtube. Noi siamo cresciuti con la crema, ora c’è una tale ondata di merda a soddisfare una richiesta mondiale di palati grossolani. Insomma, ormai troppa gente conosce di bukkake e tentacoli ed è abituata alle stramberie di programmi giapponesi assurdi che si vedono su Youtube. E proprio quel sito ha le colpe maggiori…

Youtube e il LOL
L’effetto LOL, riassumibile nel “massì famose una risata”, è quello stato di accettazione passiva totale globale di qualsiasi minchiata passi per Youtube. Un video che diventa virale viene automaticamente accettato dal nostro subconscio. Il techno vikingo, uno zampognaro lanciafiamme che suona gli AC/DC, cowboy russi, Bello Guccei, Diprè…qualsiasi cosa acquista legittimità, perché se ci sono così tanti altri a darle retta non può essere un errore, no? Unite a tutto questo la distribuzione gratuita ed illimitata e il gioco è fatto. Un bacino di utenza molto più vasto, meno colto, e disposto a portarsi a casa di tutto, persino…

La musica di merda Giapponese
Che i Giapponesi vadano pazzi per la musica è chiaro. Che siano dei grandi produttori di musica…MEH. Almeno per due ragioni. Innanzitutto sono stati i primi a brevettare ed industrializzare senza batter ciglio tutto il meccanismo degli Idol. L’idol è il cantante costruito ad arte dalla casa discografica, sfruttato fino al midollo, anche solo per una stagione, a colpi del pop più becero e dei balletti più ritardati…e poi lasciato cadere nell’oblio. A partire dagli anni ’60, le ‘one hit wonder’ ce le abbiamo avute anche in occidente, ma mai con questo piglio criminale, seriale e industrializzato. Punto secondo l’approccio nel Sol Levante alla musica suonata. I giapponesi hanno un sacco di talentuosi musicisti. Davvero. Date un occhio alla scena jazz fusion giapponese per esempio (devo prendermi una pausa per realizzare davvero di aver scritto “scena jazz fusion giapponese”). Il livello medio è tecnicamente molto alto, peccato che suonino tutti uguali, perfettissimi, aridi e glaciali come file midi, senz’anima e personalità come basi da karaoke anni ’90 (beh, l’hanno inventato loro). Oh, band pesanti cazzute e adatte ai nostri gusti ce le hanno avute pure loro (X-Japan, Loudness, Maximum The Hormone, Dir En Grey…), ma l’andazzo generale sarà sempre: una tecnica perfetta computerizzata, un’immagine cafona e sopra le righe da far sembrare i Tokyo Hotel a livello di David Bowie, una falsa aura rock dato che dal cantante usciranno solo e comunque polpettoni melodici. E trova terreno fertile perché…

I metallari si sono rincoglioniti
Una volta l’essere metallaro era una garanzia, come i piatti di mamma. Magari non roba da 3 stelle Gambero Rosso ma sapevi a cosa andavi incontro. Valori tradizionali di immagine-anti-immagine, un certo tipo di sound, niente compromessi. Veri. Spontanei. Genuini. True. E poi invece… Non so esattamente quando sia successo, ma è successo. Ad un certo punto i metallari sembrano aver tradito i loro stessi ideali ed essersi messi a seguire band a cui i metallari anni ’80 e ’90 avrebbero dato fuoco senza prendersi neanche la briga di pisciarci addosso. Come l’invasione di band metal con ragazze alla voce, solo per il pilu, dato che il risultato è Al Bano e Romina metal, senza personalità e tutta immagine, e con dei suoni di merda assolutamente falsi, ipercompressi, plastificati, iperprocessati. E i metallari di adesso manco staranno pogando ai concerti in questo momento, saranno lì a registrare con iPhone e iPad.

Le scolarette
Ora, non fatemi dilungare troppo su questo punto. Diciamo che le statistiche pubblicate da eccellenti siti di riferimento come Pornhub e le chiavi ricerca di Google lasciano poco spazio all’immaginazione. Siamo dei porci bastardi schifosi e ci piacciono le ragazzine. Mediamente. Prendiamone atto. Ultimo chiodo sulla bara di questo disastro.

Viviamo nel mondo che ci meritiamo.

PS: … si può sempre continuare a scavare …

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