Emis Killa raccontato in 7 canzoni

emis-killa-playlist-canzoniManca sempre meno alla pubblicazione di “Terza stagione”, il nuovo album di Emis Killa in uscita il 14 ottobre 2016. Il terzo lavoro in studio del rapper di Vimercate si appresta ad essere uno dei più significativi dell’anno per quanto riguarda il rap italiano. Spesso ce lo dimentichiamo, ma Emis Killa appartiene alla serie A di questo genere ed ha sempre “lottato” nelle parti alte della classifica.

Come ben sappiamo un suo disco ufficiale manca da ben 3 anni. In questo lasso di tempo ha preso parte come giudice a The Voice, ha composto il brano “Maracanã” per Sky Sport come colonna sonora dei mondiali 2014, ha condotto One Two One Two su Radio Deejay con Ensi e ha pubblicato lo street album “Keta Music volume 2”. Insomma ha fatto parecchie cose.

Siccome il nuovo album è molto atteso, ho voluto fare una playlist con l’intento di raccontare la carriera di Emis Killa attraverso i pezzi che reputo migliori; una bella rinfrescata di memoria non ha mai fatto male a nessuno.

Parole di Ghiaccio – L’erba cattiva, 2012
È probabilmente il brano più discusso di Emis Killa. “Parole di Ghiaccio” ha fatto conoscere il rapper al grande pubblico entrando di prepotenza in alta rotazione radiofonica. Con il ritornello cantato in autotune questo brano ha dato il la ad una serie di singoli rap in radio. In molti ancora oggi lo criticano per avere creato la moda del pop-rap, mentre altri lo ringraziano per aver aumentato la visibilità di un genere spesso dimenticato dalle radio. Un discorso che non cesserà mai di esistere.

Lettera dall’inferno – Mercurio, 2013
Qui Killa immagina di scrivere una lettera a Dio, un Dio egocentrico e prepotente, che non legge le sue parole perché “arrivano dall’inferno”. Il video è ambientato di notte in una Milano deserta e rende il brano ancora più cupo. Nel 2013 mentre teneva banco un tormentone inutile come: “Ma i rapper sono i nuovi cantautori?” Emis se ne usciva con uno dei suoi testi più belli e sentiti alla faccia di tutti quanti.

C’era una volta – Keta Music volume 2, 2015
Dei brani che ho voluto inserire nella playlist “C’era una volta” è il più recente. Sopra un beat spettacolare di Big Joe, Emis fa il punto della situazione riguardo alla sua carriera e lo fa in modo sublime. Questa traccia da applausi farebbe la sua porca figura in un qualsiasi disco di rap italiano odierno. È il classico esempio di come gli street album non vadano mai presi sottogamba.

Mercurio – Mercurio, 2013
Emis Killa è il rapper italiano che fa i migliori singoli radiofonici. Non c’è proprio competizione, gara chiusa. Nonostante lo preferisca in altre versioni, gli va riconosciuto il merito di saper nuotare bene in acque a lui non particolarmente gradite. Il brano “Mercurio” è stato usato come sigla di chiusura di Goal Deejay, programma che ha condotto su Sky Sport.

Se penso al rap – Mercurio (5 stars edition), 2014
Che cos’è sto flow? Lo sanno in pochi. Questa è musica per disagiati non per ragazzini idioti. Fine dei giochi”. È un pezzo bello zeppo di punchline e ogni volta che lo ascolto, come direbbe Paolo Ruffini, mi gasa “abbestia”. Emis sa rappare come Dio comanda e finalmente lo dimostra una volta per tutte.
Un disco con soli brani del genere manderebbe a casa l’80% dei rapper italiani. E non mi sono voluto sbilanciare.

Maracanã, 2014
Brano creato ad arte per la colonna sonora dei mondiali di calcio targati Sky Sport. È il perfetto esempio di come spesso generalizzare sia sbagliato. Quante volte avete sentito rapper dichiarare: “Noi ci distacchiamo da quella roba lì, non è rap fatto bene” dimenticandosi di tutto il percorso che c’è dietro al rapper di Vimercate. Comunque, probabilmente anche Killa si distacca, ma di certo per la colonna sonora di un programma condotto da Ilaria D’Amico non poteva fare diversamente. Detto ciò “Maracanã” per quel genere di contesto spacca. Bella Emis.

Sulla luna – L’erba cattiva, 2012
Non ascolti Lil Wayne non capisci la lingua, non ascolti Emis Killa non capisci una minchia”. Emis Killa si presenta senza tanti peli sulla lingua nel suo primo disco ufficiale e modo migliore non c’era. Un classico pezzo spaccone al 100% di quelli che gasano e che non invecchiano mai. “Terza stagione”, l’album in uscita il 14 ottobre, ha i presupposti giusti per farci riassaporare una freschezza del genere nei brani di Emis Killa. Quest’anno è il suo anno.

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