Home Festival 2015, riflessioni sulla quattro giorni e foto del pubblico

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Non so quanti chilometri abbia percorso, probabilmente non riuscirei a contarli neanche se volessi. Ho preso un’auto, un aereo, ancora un’altra auto e, dopo un viaggio che sembrava lungo una vita, sono arrivata in Area Dogana, a Treviso, dove avviene la magia. Dove la musica diventa protagonista, insieme alle più svariate forme d’arte, di un evento che non pensavo potesse prender vita in Italia. Eppure succede, tutti gli anni.

Si è conclusa domenica 6 settembre la sesta edizione dell’Home Festival che ha visto esibirsi sui suoi sette palchi artisti di ogni genere e calibro, tra gli headliner ricordiamo Franz Ferdinand And Sparks, Interpol, J-Ax, Subsonica, Paul Kalkbrenner, Simple Plan, Fedez e Negrita. E altrettanto variegato era il pubblico che li acclamava. 80000 persone sono accorse per ascoltare il loro gruppo preferito, per lasciarsi coinvolgere dai colori della Color Splash, dell’Holi e della Moohrun, o ancora per pura e semplice curiosità.

Io mi sono ritrovata catapultata in una sorta di paese delle meraviglie, dove non ci sono bianconigli che corrono né strambe pozioni o regine folli pronte a decapitarmi, ma bimbe capricciose che mi insultano perché non posso portarle nel backstage a conoscere il loro idolo Fedez. Se avessi avuto accesso al backstage probabilmente avrei stretto i Simple Plan in un mega abbraccio per ringraziarli per tutto quello che hanno inconsapevolmente fatto per me attraverso la loro musica e non li avrei più lasciati andare, ma questa è un’altra storia. (Ecco la 13enne che è in me, che avete già conosciuto in questo report, venir fuori di nuovo).

Tra i mille stand e le diversissime attività proposte dai partner dell’evento non c’era proprio il tempo di annoiarsi, e coloro che erano presenti lo sanno bene. Ci siamo divertiti tutti, a prescindere dalla line-up. Ed era questo l’obiettivo degli organizzatori, che puntano ad internazionalizzare ogni anno di più l’Home Festival.

Se dovessi fare un quadro generale direi che il mio Home Festival è stato un saltare, urlare, ballare e tornare a casa ogni sera con il sorriso sulle labbra e mille lividi sul corpo. È stato un crollare sul letto perchè ero troppo stanca e svegliarmi il giorno dopo con la voglia di ripetere tutto all’infinito, senza mai smettere. Home Festival è stata per quattro giorni la mia casa, pur essendo a più di mille chilometri da quella reale. Una casa che, domenica sera, ho fatto fatica ad abbandonare. E il mio bagaglio lunedì era pieno fino a scoppiare: scarpe, vestiti che non ho mai messo, la palla da spiaggia lanciata dai Simple Plan durante l’esecuzione di Summer Paradise, tanti ricordi e tante emozioni contrastanti, la gioia di aver vissuto un’esperienza così bella e la tristezza, la consapevolezza di esser giunti alla fine.

Le foto del pubblico di Home Festival 2015

Posted by Outune – Magazine Musicale Online on Tuesday, September 8, 2015

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