Il rock e la moda dei maglioni di Natale

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E’ iniziata ragazzi, quel delirio di massa che offusca le nostre capacità di giudizio e di senso critico, del gusto, quel periodo di felicità e leggerezza forzata che combina più guai di un Referendum. Siamo sotto il periodo natalizio, e noi metallari e rockettari siamo l’unico baluardo nero e cupo contro l’esplosione di colori, di ipocriti buoni sentimenti, di eghi smisurati e autoaffermazioni travestiti da buone azioni e beneficenza.

Noi che abbattiamo a suon di riff distorti i fastidiosi campanelli natalizi, nelle foto di famiglia contrastiamo i sorrisi sdentati della nonna con le nostre corna in nome del Dio Ronnie James. Noi che la cornamusa la ascoltiamo solo negli album dei Korn, che agli auguri patinati rispondiamo a cenni o grugniti. Noi che a Babbo Natale preferiamo Lemmy. Noi che ci compriamo le magliette dei nostri gruppi preferiti, i portachiavi, i polsini…i maglioni di Natale.

Si, è la moda. La moda si traduce in merchandising. Era solo questione di tempo, ora che gli acquisti avvengono connettendosi on-line, scegliendo un articolo e cliccandoci sopra. Sono arrivati, e sono bruttissimi. I gruppi hanno bisogno di soldi, come noi, più di noi, se vogliono produrre le loro idee. Ma fin dove le loro idee rimangono pulite, non contaminate da questo circolo vizioso dei soldi e della musica, dell’industria che vive grazie agli introiti dei dischi venduti, dei biglietti dei concerti, dei gadget messi sul mercato mondiale? E’ quasi scontato che la musica vada verso i gusti di chi sgancia la grana, piuttosto che seguire le ali della creatività. Ma il male non si ferma qui. Adesso, come ulteriore discesa verso gli inferi del decadimento artistico, spuntano i tremendi maglioni di Natale dei gruppi rock.

E badate, è inutile che cerchiate un capro espiatorio all’interno di un determinato genere musicale. Lo hanno fatto tutti, ma proprio tutti. Dai grandi mostri sacri del metal come Slayer, Anthrax e Metallica, manco a dirlo, a Foo Fighters e Green Day. Insomma tantissimi gruppi dagli stili più disparati ma con una cosa che li accomuna tutti. Sono senza alcuna eccezione dei pugni in un occhio. Forse il maglione dei Motorhead è figo. Però andiamo, non hanno ancora inventato un oggetto che non sia figo se marchiato Motorhead, nemmeno lo scopettone del cesso.

Ora la domanda è questa, è nato prima un genere rock o la moda che lo accompagna? In alcuni casi la moda è nata dalla musica, come il Grunge che ha portato ai maglioni di lana sformati, la flanella e i jeans strappati, ma in altri episodi musicali è stato un certo filone sociale a dettare i crismi e influenzare la nascita e lo sviluppo di un genere, come la cultura brit pop ha generato i The Who negli anni ’60 e gli Oasis nei ’90, o il punk in Inghilterra e in California ha preso a braccetto monsoni musicali quali Ramones e Sex Pistol.

Ma i maglioni no, sono avvilenti. Si che da noi è una realtà ancora lontana, con i loro disegni che sembrano usciti dalle mani di bambini nemmeno troppo svegli e i colori che fanno rimpiangere di non essere nati daltonici. Tanto piacciono agli americani, quelli il cui futuro Presidente sarà uno che il cui stile non è stato di certo usato come perno della sua campagna presidenziale. Gli americani si lamentano dei canadesi Nickelback ma indossano il maglione degli Slayer di Natale, che come anticoncezionale non lo trovo affatto male. Demonizzano Justin Bieber vestiti come i centrini da tavola sotto le feste. Non si capisce più niente.

Noi vogliamo sostenere le nostre band preferite, ma nel mio piccolo ho sempre pensato fosse più onesto per noi e per loro farlo comprando i loro dischi e in alternativa o in aggiunta, i biglietti dei loro concerti. Ho tentato di ripetermi che a volte sarebbe bene non prendersi troppo sul serio, di svestirsi di quell’aria di superiorità che da sempre contraddistingue chi ascolta rock rispetto a chi ascolta pop. Forse vedremo anche i maglioni di Miles Davis un giorno, o di Beethoven, e allora? La musica è allegria no? Ho provato a ripetermelo. Poi ho visto i prezzi dei biglietti dei concerti dei Guns ‘N Roses, e ho visto il loro terribile maglione di Natale.

Buone feste.

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