Maledetti Italiani – Marzo 2016

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Qualcosa si muove, sarà la primavera e il primo caldo ma c’è fermento. Molte uscite interessanti. Finalmente un po’ per volta stanno sbocciando tutti i progetti sepolti da tempo che attendevano questo 2016 per fare capolino. Ma soprattutto, la cosa più interessante di tutte, si sta iniziando a svelare quello che ci aspetta per questa estate. Chi più chi meno, tutti i festival più importanti hanno iniziato a mostrare i primi nomi. In questi giorni sono usciti infatti i primi nomi del Miami, storico appuntamento milanese che quest’anno ha deciso di anticipare di una settimana e pestare i piedi al Wired Next Fest che a sua volta ha calato l’asso del ventennale dei Subsonica. Ma anche Unaltrofestival, Ypsigrock, Siren Festival o A Night Like This, che per quest’anno ha deciso di raddoppiare. Sarà un’estate ricca di eventi interessanti per la musica italiana e non solo, anche per chi in Italia porta avanti realtà come quelle nominate, molte delle quali tirate su da pochi ragazzi a quali non dobbiamo smettere mai di dire grazie e offrire il nostro supporto.

Ma veniamo ai Maledetti Italiani di marzo. Qualche new entry, qualche ripasso dell’anno passato e qualche nome noto che è tornato a far parlare di sè.

Michele Maraglino, tarantino di nascita, perugino di adozione eppure me lo becco sempre a Milano. Chi lo sa. Il suo cantautorato è sicuramente particolare, sempre molto vicino al quotidiano e a problemi attuali che riguardano molti di noi. Il tutto vestito da uno stile personale sempre molto piacevole.

Altro ripasso perché visti dal vivo settimana scorsa (tra l’altro tra le realtà portate avanti da ragazzi bisognerebbe fare un monumento a quelli di Linoleum che a Milano ogni venerdì da due anni portano una catervata di band emergenti ma bravissime e tutto al modico prezzo di GRATIS) i Celluloid Jam. Scenografici e completamente fuori di testa ma bravi. Le due cose non sempre vanno di pari passo e invece loro spaccano parecchi culi.

Yombe è un duo apparso sulla mia bacheca un po’ per caso. Incuriosito ho ascoltato il loro Ep di debutto. Se non lo sai, a guardarli e a sentirli mai diresti che sono italiani. Un suono internazionale non artefatto ma raffinato e complicato allo stesso tempo. Una produzione di un livello altissimo.

I Pagliaccio ormai sono una realtà ben consolidata da due dischi e un numero di live impressionante. Km macinati correndo in macchina da un palco all’altro ma correndo anche con le loro gambe per la loro personalissima maratona vinta. Il video di “Amore Cieco” che li vede duettare con gli Ex-Otago esce in questi giorni e il tratto è del riconoscibilissimo Baronciani.

Francesco Motta invece è un’altra produzione freschissima, uscita da pochi giorni. Il disco di esordio si chiama “La fine dei vent’anni” e alla voce produzione artistica segna il nome di Riccardo Sinigallia. Che faccio? Lascio?

Un ritorno atteso è invece quello dei Nobody Cried For Dinosaurs. Milanesi e con la capacità di non farmi restare fermo un secondo nei live. Consigliato il loro nuovo disco ma consigliato ancora di più andare ad ascoltare live.

Da Milano a Milano ma passando per il Brasile. Loro sono gli italo-brasiliani Selton. “Loreto Paradiso” è il loro nuovo disco presentato proprio pochi giorni fa nel capoluogo meneghino. Che poi che cazzo c’avranno sempre da essere presi bene io non l’ho mai capito. Però per la stagione vanno benissimo.

A proposito di nomoni che sono tornati, è il caso di citare i Tre Allegri Ragazzi Morti. Su di loro da dire c’è molto poco. In questo caso li si ascolta in duetto di penna con Maria Antonietta.

Prima di emergere, ancora un tuffo nelle profondità. Lei è Giulia Spallino, le piacciono i bassoni grassi, il soul e il trip hop. Un’altra produzione che si fa fatica a collocare all’interno dei confini nazionali. Da segnare a caratteri molto grandi.

Le voci femminili la fanno da padrone oggi, quella di Ilaria Paladino è un’altra da tenere bene in considerazione. Con i suoi Roanoke ha iniziato a muovere passi ben decisi da Roma verso l’Italia e oltre. Per ora li possiamo ascoltare solo dal loro Ep di debutto datato 2015.

Chiudiamo con un pizzico di nostalgia. Gli Iori’s Eyes, sono stati una delle realtà più belle e particolari che siano uscite dal panorama italiano alternativo negli ultimi anni. Un ep e un disco di una qualità rara. Il duo composto da Clod e Sofia è in pausa di riflessione ma i due continuano a produrre musica di raffinata bellezza. Lui ha collaborato con Joan Thiele alla scrittura di “Save Me”, singolo di debutto. Lei, Sofia, esce oggi con il suo primo singolo da solista sotto il nome di Lim. Se il disco manterrà le promesse di questo pezzo siamo sicuri non farà rimpiangere l’assenza dalla scene della sua band. Ci conto.

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