Emis Killa presenta Terza stagione: “C’è tutto quello che sento di poter fare”

Esce domani “Terza stagione” il nuovo disco di Emis Killa. A tre anni di distanza da “Mercurio”, il rapper di Vimercate torna con un disco maturo e di impatto. Lo abbiamo incontrato ieri negli uffici di Carosello dove ci ha raccontato dettagliatamente tutto quello che si nasconde dietro ai 17 brani di questa nuova “serie”.

COVER e TITOLO
La scelta del rosa è stata puramente casuale, non strategica. All’inizio questo disco era stato concepito per girare attorno al tema del Cult. Nel momento in cui abbiamo cambiato idea e titolo (doveva essere Cult), abbiamo optato per questa copertina, dove il rosa è molto acceso e di impatto. Una volta scelta la copertina, siamo arrivati al titolo “Terza stagione”. Metaforicamente parlando, riprendo l’idea della stagione televisiva e questa cosa di farla diventare una sorta di saga è data anche dal fatto che la copertina ricalca lo stile dei film di Rocky. Inoltre all’interno dell’album ci sono molti pezzi e possono essere pensati come episodi di una serie tv.

SONORITÀ
A differenza degli altri progetti ufficiali, in cui lavorai esclusivamente con Big Fish, questo disco è più vario e meno omogeneo, quasi come se fosse una sorta di compilation. Ogni producer ha il suo stile e nel scegliere le basi sono andato molto a gusto. “Italian dream” riprende il rap classico. Altre virano verso la trap, quella con Jake La Furia riprende le sonorità di “Mercurio” mentre “Dal basso” è una cattiveria. C’è tutto quello che sento di poter fare. Questa volta ho dato molta importanza al suono.

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TESTI
Nel momento in cui scrivo mi lascio trasportare. Un brano come “3 messaggi in segreteria” inizialmente non è stato pensato come denuncia al femminicidio. Quando ho scritto la prima strofa era soltanto un brano d’amore dove un ragazzo chiama la sua donna in segreteria, poi dopo la seconda strofa che aveva un gusto amaro ho cambiato il mood del pezzo e con la terza strofa ho preso quella direzione.
Per denunciare un fatto così importante non volevo risultare banale. A volte dare uno strattone è più utile che usare le buone maniere. “Stan” di Eminem per esempio è un brano forte e diretto perché ha parecchie immagini al suo interno. Nella società odierna ci sono esempi come questo e io sono uno specchio della società, ed è giusto che rispecchi anche questi fatti. Sarebbe da ipocrita fare solamente canzoni autobiografiche. Dopo un po’ prendo ispirazione anche da storie che non sono mie.
“Su di lei” invece, è un brano forte se non lo capisci, se tu parti già col voler farmi una critica hai trovato il pretesto per farlo. Il mio presidente mi ha detto di toglierlo, ma se conosci un po’ della mia storia sai che è un pezzo fatto in chiave ironica. Una mia vecchia canzone, “Sexy line”, è simile. A me non piace mostrarmi per il teen idol che non sono, io sono un altra cosa, faccio rap. Sì, faccio anche pezzi da “ti amo amore mio” ma sono anche questo.

CAMBIAMENTO
Mi sento sempre la stessa persona, spero più matura. La fama mi fa sentire realizzato, sono molto felice. Inevitabilmente ci sono cose che non metti in conto, a partire dalle responsabilità. Non puoi più permetterti molte cose, tipo insultare chi ti sorpassa in fila alla cassa. È difficile mantenere l’autocontrollo ma lo devi sempre fare, questo è un lato della fama che non mi piace. Non mi piace il fatto di avere delle scadenze, è l’esatto opposto dell’arte. Una volta non era così, la musica era più longeva. L’arte si è mischiata col lavoro ed i numeri arrivano con la disciplina e la costanza. Io comunque sono uno che ancora oggi va in piazza con gli amici. Non sono diventato la versione pulita di Emiliano, magari adesso ho vestiti di marca ma sempre cafoni, la versione bella di quella roba li.

I GIOVANI D’OGGI
Sono a contatto con i giovani ogni giorno e mi chiedo: perché ragionano così? Non hanno più rispetto. Molti di loro non hanno mai preso due sberle e si vede. Una volta ti facevi le ossa, ora guai! Bisogna stare attenti sempre a quello che si dice. Le lingue lunghe ci sono sempre state, ma sono cambiate le conseguenze. Tanti dicono libertà di pensiero, ma è libertà di dimostrarti stupido; adesso sul web vengono a sapere quanto sei scemo. I ragazzi d’oggi sono demotivati, anche rapportarsi con le ragazze è cambiato. Questo storicamente è il periodo peggiore, ci sono più stupidi. Una volta si avevano meno mezzi ma si era più intelligenti. Oggi si evolve tutto quello che è già stato inventato. Ho letto su Focus che nell’antica Grecia c’è stato il picco di intelligenza massima, io ci credo. È come se si fosse fermato tutto. Adesso in alcuni paesi hanno messo i semafori per terra perché la gente gioca con i Pokemon. Così è sbagliato, tu agevoli la scimmia, addormenti le persone. So che è un discorso da paranoico, però questo “rincoglionimento” non so dove porterà. A me sta roba fa incazzare.

RAP IN TV
Il pubblico sottovaluta se stesso, ha paura di dire che un rapper gli piace. La gente in Italia cerca la voce e la melodia ma se glielo vendi bene allora il rap diventa immediatamente una figata. Vedi il rapper Ics che Morgan ha portato in finale ad X Factor. Il pubblico dei giovani che tanto viene criticato ha meno barriere. Mi piace uno e lo ascolto, ragionano così. Diventando grande questa naturalezza un po’ la perdi. Il rap adesso è in una bolla di giovani e quindi una persona più grande come può essere un genitore si sente a disagio. Si vergognano ed è comprensibile. Il rap è self made, ti scrivi le strofe e ti scegli le basi. Riesci ad immedesimarti di più nell’artista a meno che non sia un cazzaro. E ce ne sono molti.

COLLABORAZIONI
Ho provato a collaborare con parecchie cantanti, ma molte dicono di no. Anche artisti che ci avrebbero guadagnato. Ho un pezzo che non sono riuscito a chiudere per questo motivo e mi dispiace. E un po’ frustante questa roba, perché spesso più che le cantanti sono i manager a dire di no. Nel mio primo disco avevo chiesto a Nina Zilli, che è un’amica, un duetto, ma il manager disse no. Il pezzo era “Parole di ghiaccio”. “Scordami chi ero” l’avevo proposta a Giorgia che ammiro molto, ma dal punto di vista artistico non ci siamo trovati. La stessa cosa è successa molte volte a Guè Pequeno, ed è per quello che lui e Marracash hanno fatto il pezzo “Cantante italiana”. È tutta realtà, in Italia se la menano un po’. Comunque non ci riproverò, sono troppo orgoglioso, aspetto che siano loro a chiamarmi.

NOME SU CUI PUNTARE
Vegas Jones, è il nuovo “gatto” del rap italiano. Segnatevelo perché sono sicuro che ne sentirete parlare presto. Inoltre è un amico, poco tempo fa ha compiuto gli anni e sono andato da lui con la bottiglia di vino e ci siamo fatti le canne fino all’alba. È molto importante avere questo tipo di amicizie e dimostrare di non essere cambiato, ci diamo forza a vicenda.

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