Fedez lascia la Siae per Soundreef: “Mi sto giocando tutto assieme a loro”

fedez-soundreef-siae-diritti-autore

Fedez ha lasciato la Siae. L’annuncio del passaggio del rapper alla neonata Soundreef, cui ha affidato la gestione dei diritti d’autore relativi al suo intero patrimonio autoriale ed editoriale, arriva alla vigilia della pubblicazione del singolo “Vorrei ma non posto”, da venerdì in radio, anticipazione dell’attesissimo album della coppia Fedez – J-Ax, in uscita prossimamente per Sony Music.

Il problema è che si ragiona troppo coi numeri in questo mondo e non si dà agli artisti la possibilità di crescere”, ha spiegato Fedez nel corso dell’incontro con la stampa che lo ha visto firmare fisicamente le dimissioni dalla Siae. “Ho scelto di affidarmi a Soundreef, perché voglio scegliere e sostenere chi fa della trasparenza e della meritocrazia dei valori fondanti. Inoltre voglio dare fiducia a una realtà giovane, con cui mi trovo molto in sintonia. Di solito si spendono sempre tante belle parole per questo tipo di realtà, ma nessuno è mai disposto a metterci la faccia. Quello che sto facendo io oggi, invece, è giocarmi il culo assieme a loro. Vedremo se funzionerà, io però sono fiducioso”.

Quella di Fedez è una scelta coraggiosa, ma anche d’innovazione, dettata dalla voglia di cambiare il sistema che garantisce i più forti. Per anni autori ed editori sono stati avvolti da una nuvola nera, che non ha permesso loro di vedere con chiarezza dove la propria musica viene suonata, ascoltata e dove i loro compensi vengono guadagnati. La rivoluzione digitale non poteva che travolgere i monopoli che ancora resistono nel nostro Paese, assisteremo presto a un effetto domino”, ha aggiunto Davide D’Atri fondatore di Soundreef in conferenza assieme a Fedez, prima star ad entrare nel rooster italiano ed estero della startup.

Ufficializzata il 18 marzo dal governo inglese, Soundreef è la prima IME (Independent Management Entity) riconosciuta in Europa sull’onda della direttiva UE Barnier, che sancisce l’apertura del mercato della raccolta e gestione dei diritti d’autore sulle opere musicali a operatori privati. La startup punta a vincere la battaglia contro il titanico monopolio Siae, facilitando, velocizzando e rendendo finalmente trasparenti le transazioni relative alle royalty. Come? Grazie all’utilizzo di sistemi digitali, Soundreef riduce i tempi di rendicontazione a 7 giorni e quelli di pagamento delle royalty a 90 giorni dal concerto, laddove la media Siae si aggira attorno ai 12/24 mesi. Inoltre, a fronte di una rendicontazione in gran parte forfettaria operata da Siae, Soundreef garantisce una rendicontazione al 100% analitica. Un sistema che andrebbe ad appianare il divario tra artisti affermati e giovani autori, ad oggi schiacciati dal meccanismo dei diritti di voto, che aumentano con l’aumentare degli euro incassati dall’artista coi diritti d’autore, e dei compensi della Siae, per cui il 60% degli iscritti non recupera nemmeno le spese di iscrizione.

Facilmente entrata in vigore negli altri paesi UE, però, la direttiva Barnier si sta scontrando con le solite farragini burocratiche in Italia, dove il suo percorso istituzionale è ancora all’inizio dell’esame parlamentare. “Quello che mi auguro non è che tutti gli artisti da oggi abbandonino la Siae”, ha tenuto a precisare Fedez, “piuttosto spero che la mia scelta accenda un riflettore su un argomento che è davvero molto complesso e apra un sano dibattito per arrivare a una legge, che porti del bene alla musica e alla discografia italiana”.

Lascia un commento