“Basta pezzi lenti, ora torniamo a correre!” I Five Finger Death Punch raccontano Got Your Six

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I Five Finger Death Punch stanno per tornare con il loro sesto album di studio, “Got Your Six”, in uscita il 4 settembre 2015. La band statunitense sta vivendo un momento di gloria, con i suoi successi internazionali e i tour sui palchi più prestigiosi del globo, sia come headliner che in compagnia di mostri sacri del calibro dei Judas Priest. Jeremy Spencer, batterista e fondatore della formazione, ci ha raccontato qualche aneddoto legato alla nuova release e alla carriera decennale dei Five Finger Death Punch.

Avete avuto un successo improvviso e inaspettato per una band metal di questi tempi, anche in Italia dove la vostra fanbase è davvero agguerrita. Come mai secondo te?
Sì, in Italia andiamo forte, i fan si riconoscono nei nostri testi e impazziscono per il sound, non c’è una spiegazione razionale. Ci sono un milione di band là fuori, il motivo per cui piacciamo rimane un mistero, ma non possiamo che esserne onorati! Rispetto alla prima volta che siamo venuti in Italia il numero di fan si è moltiplicato e ne siamo molto felici e orgogliosi.

Che messaggio volete trasmettere con “Got Your Six”?
Come suggerisce il nome stesso, è il nostro sesto album, ed è venuto alla luce abbastanza velocemente. “Got Your Six” è un termine militare che sta per “got your back” (ti copro le spalle). Ci sono sempre dei pezzi collegati all’immaginario militare, ma ci piaceva il gioco di parole tra il numero sei e il fatto di coprirsi le spalle a vicenda all’interno della band.

In “Got Your Six” ci sono poche ballad, è molto più veloce rispetto ai vostri album del passato. Come mai avete fatto questa scelta?
Dopo i due volumi di “The Wrong Side of Heaven and the Righteous Side of Hell” in cui c’è molta varietà, e ci sono anche tanti pezzi lenti, ci siamo sentiti di tornare indietro al buon vecchio ed energico uptempo. E i fan vogliono sentire i pezzi più veloci durante i nostri live. Non vedo l’ora che tutti ascoltino “Got Your Six”, credo che sia il desiderio più grande per ogni artista una volta terminate le registrazioni!

Parliamo del primo singolo, “Jekyll and Hyde”. Anche tu hai questo demone dentro di te, come suggerisce il pezzo?
Sì, di tanto in tanto, anche se con il passare degli anni divento sempre più tranquillo. In tutta onestà in questo brano si parla di lasciare libera la rabbia. Per quanto riguarda il video, d’altra parte, abbiamo deciso di divertirci e basta, abbiamo fatto un sacco di video in cui eravamo chiusi a suonare in una stanza, cosa che si è vista circa un milione di volte. Quindi abbiamo pensato che fosse spassoso e liberatorio mettersi a spaccare qualsiasi cosa ci capitasse a tiro e fregarcene di tutto. Sicuramente è il video più divertente che abbiamo mai fatto.

Qual è la tua canzone preferita di “Got Your Six”?
In questo momento, la mia preferita è “No Sudden Movement”, è un uptempo che potrebbe essere una buona opener per i nostri live, è super energica, e mi viene spontanea suonarla. Magari la prossima settimana cambio idea, ma adesso è la canzone che mi piace di più.

Come sta andando con i Papa Roach? Siete pronti a iniziare il vostro tour insieme?
Siamo grandi amici, li conosciamo da tempo e abbiamo suonato con loro diverse volte anche se non abbiamo mai fatto interi tour insieme, perché avevamo impegni diversi, e non siamo mai riusciti a coordinarci fino adesso. Penso che Jacoby Shaddix sia uno dei migliori frontman sulla piazza, e anche tutta la band in generale è di altissimo livello. Non vediamo l’ora di iniziare a suonare con loro e sono sicuro che ci divertiremo un sacco e il pubblico impazzirà perché godrà dell’energia di due band che live non si risparmiano di certo. Sarà un tour molto eccitante, non vediamo l’ora.

Siete in giro da dieci anni, che ne pensi del vostro percorso? “Got Your Six” può essere uno specchio della situazione attuale della band?
Penso proprio di sì, in “Got Your Six” c’è un bel po’ di tutti noi. Nel corso degli anni abbiamo incontrato qualche difficoltà a trovare la direzione del nostro sound, soprattutto perché ci sono stati molti cambi di line-up. Insomma, ci è voluto un po’ di tempo a far suonare un disco esattamente come volevamo. Ora ce l’abbiamo fatta, grazie anche a tutta l’esperienza in studio e on the road ci sentiamo molto più a nostro agio insieme come band. Quindi “Got Your Six” è il modo migliore per descrivere tutto quello che i fan desiderano sapere sui Five Finger Death Punch.

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