Francesco Gabbani presenta Magellano: l’album esprime chi sono oggi

Ci fu Il Festival, l’ambita statuetta e un motivetto che è rimasto in testa a molti, spunto di parodie per altri e motivo di flash mob per altri ancora. Con oltre 100milioni di views su Vevo/Youtube “Occidentali’s Karma” ha retto le classifiche e ha traghettato Francesco Gabbani sino ad oggi: il giorno di pubblicazione del suo nuovo album di inediti, “Magellano“. Un disco eclettico, in cui il filo conduttore è, a detta del cantautore stesso “la curiosità di chiedersi il perché di tante sfaccettature della nostra esistenza, è un invito a conoscersi meglio per poi accettarsi; e questo è proprio il senso che è emerso durante la lavorazione, quasi si trattasse di un concept album non voluto, involontario.

Quello passato è stato un anno importante che ha fatto iniziare un percorso di gratificazione con una serie di emozioni che ci hanno dato tanti spunti espressivi. Parlo al plurale perché il disco è il frutto di una lavoro di gruppo: porta il mio nome e ha il mio volto ma nasce da una collaborazione che va ben oltre la professione, fondata su una condivisione sincera con il mio fratello di sangue Filippo, con Fabio Ilacqua e Luca Chiaravalli, produttore di Magellano. È l’equipaggio di questo vascello, ognuno ha dato del suo, nessuno ha voluto prevaricare sugli altri e ciascuno ha avuto il riprovo spazio. Sono molto contento e soddisfatto anche per questo”. Francesco ha anche una strana predilezione per il numero 9. Vuoi perché è nato il 9 settembre (09), vuoi perché presenta il disco il 27 (7+2=9), vuoi perché le tracce di “Magellano” (9 lettere) sono appunto 9. “Ho scelto di chiamare Magellano questo lavoro perché Tom Tom suonava male! Voglio chiarire che non sono scaramantico o superstizioso, semplicemente mi sono accorto che questo numero ricorreva nella mia vita”.

Eppure la domanda che sorge spontanea è quanto la vittoria al Festival della Canzone Italiana e la futura partecipazione all’ESC possano aver accelerato i tempi per la lavorazione di un disco, che almeno su incisione, dovrebbe regalare a Francesco quel valore aggiunto che si imputa al vincitore di Sanremo. “Quando arrivò la proposta sanremese il progetto era già a un buon 80% di scrittura e, con quanto pronto, eravamo già a buon punto anche nella pre-produzione. Mi sono divertito in questi mesi grazie alla sinergia con la squadra ed è stato tutto molto naturale. Diciamo proprio che l’imprinting è stata la naturalezza. Se questo disco esprime chi è Francesco Gabbani oggi lo devo anche a questo e credo mi rappresenti nel suo insieme, che non sia stato affatto influenzato da pressioni esterne o dalle aspettative post Sanremo. Ci sono canzoni divertenti e brani più intimi, anzi mi auguro che le persone che amano le mie canzoni più leggere abbiano poi voglia di andare più a fondo per scoprire anche il Gabbani più intimo. Io sono tutto questo nel suo insieme”.

Ci sarà l’ESC e forse proprio grazie a questa nuova frontiera europea Gabbani, riuscirà a passare al di là della frontiera di una volta “La progettualità all’estero è nata in corsa perché ci siamo resi conto che “Occidentali’s Karma” ha dimostrato un interesse che non ci aspettavamo. Uscirà, quindi, una versione internazionale del disco, sempre in italiano perché voglio arrivare sul palco europeo portando la mia lingua; nell’edizione estera ci sarà una copertina diversa, con anche “Amen” nella tracklist e il titolo sarà “Magellan”.”

Sembra infine doveroso chiedere all’artista quale sarà il singolo dell’estate, con l’inconscia domanda di sapere se e perché bisserà la scimmia sanremese. “Sinceramente penso che ogni brano abbia la forza per essere un ipotetico singolo, ma per una scelta tipicamente sonora sarà “Tra le granite e le granate”. Nel ritornello c’è proprio un gioco di parole con estate, quindi suona perfetto. Siamo tutti un po’ succubi del nostro desiderio di trovare a tutti i costi il divertimento e spero che questo singolo faccia anche riflettere”.