Home Festival 2016, foto e report del quarto giorno con 2Cellos, Vinicio Capossela e molti altri

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4 settembre, ultimo appuntamento all’Home Festival: la domenica chiude in bellezza la rassegna durata quest’anno ben cinque giorni, fra musica colori e divertimento. L’occasione è ancora ghiotta, ed è quella di passare una giornata con la famiglia nel divertimento più puro: ad aprire le danze infatti ci sono i colori dell’ Holi Festival dei Colori e le musiche inanellate dalla crew fra un lancio di polveri variopinte e uno di stelle filanti e cartoncini multicolor. Il divertimento è assicurato e si protrae fino alla prima serata, tanto che in giro per l’area del festival ad un certo momento ci sono più persone imbrattate che abiti intonsi. Lo scotto da pagare? Avere occhi e orecchie sempre vigili, che l’agguato è dietro l’angolo e ti attende implacabile…

Implacabile quanto il soundcheck sotto il sole di Benji e Fede, che pare interminabile e fa slittare tutto il programma di un po’. Maniacali e perfezionisti, gli idoli delle ragazzine non vogliono sfigurare nell’occasione di aprire questo last day dell’Home, e tra ammiccamenti e battutine sfoggiano una lunga performance che propone tutte le canzoni che ogni adolescente ai piedi del palco aspetta per poterla cantare fra lacrime di gioia e sorrisi isterici. Mi ricorda un certo fenomeno anni novanta…comprese le corse a perdifiato e il sudore per stare in prima fila. Comunque con brani come “Lettera”, “Tutta d’un fiato” e “Eres mia” si toccano punte di phatos da telenovela venezuelana. Idoli. Non i miei, ma idoli.

Mentre i colorati invadono il parterre, mentre le famiglie assalgono i mercatini e le giostre, Coez sale sul palco principale col suo pop-rap “buonista”: non parlo di contenuti o qualità, ma di sicuro la proposta del cantante di Salerno ben si combina con il leit motiv della giornata che è divertimento per famiglie e target a 360 gradi.

Mi sposto di qualche metro ed entro nel tendone del Circus dove ci sono i giovanissimi Traccia24 con le loro interpretazioni e cover in salsa punk pop. Reduci da una partecipazione ad X Factor e da una forte promozione locale che li ha fatto far breccia nel mondo di Mtv e delle radio, ecco il gruppo veronese con tanto di singolo da sponsorizzare tentando di lasciare qualcuno “Senza fiato”. Bravi son bravi, peccato il pubblico sia concentrato altrove… ma qualche ragazzina pitturata arriva.

Intanto il caldo perde di intensità, siamo all’ora di cena e all’arrivo di Max Gazzè molti hanno già consumato un pasto veloce così che sulle notte della “Favola di Adamo ed Eva” anche il saltellare di ordinanza crea qualche difficoltà. Max, in partenza per un tour internazionale che lo porterà anche in Cina, regala al pubblico dell’Home un concentrato di successi storici (“Una musica può fare”, “Cara Valentina”, “Vento d’estate”…) alternati ai brani più recenti del fortunatissimo “Maximilian”. Risposta calorosa del pubblico che si è fatto numeroso, sottolineando il successo di questa edizione del festival e della sua formula: si canta, si balla e ci si diverte.

E se la musica pop all’italiana non piace… basta scegliere uno degli stage secondari: ci sono i Down to Ground e Damian Mcfly come alternative. A dire il vero sono tutti italiani, ma oggidì ci piacciono i nomi e le proposte in inglese… I primi giocano in casa e portano il loro pop-rock all’americana cantato rigorosamente in inglese su un palco un po’ stretto, che crea qualche difficoltà di movimento al fisicato cantante del gruppo: si rischia di far crollare la batteria dalla pedana, ma è un segnale della carica messa dal gruppo per gli affezionati venuti a sentirli. Del cantante folk da Padova rimango invece folgorato: un ottima presenza, carisma al punto giusto in linea col personaggio, sonorità che viaggiano sul confine fra folk, pop e country e una buona dose di canzoni. La folla inneggia, io ascolto rapito e Damiano ringrazia. Sul piatto alcune cover ma soprattutto i brani del suo lavoro “Parallel mirrors” e i singoli “I can’t replay” e “New Start”: tutto il materiale è ottimo e giustifica il successo che pian piano il cantautore sta ottenendo anche all’estero nelle sue numerose esibizioni oltralpe. Sicuramente uno da tener d’occhio.

Al calar della sera, con la luce del crepuscolo, il palco del Clipper stage viene invaso da colori e atmosfere agresti: è la scenografia di Vinicio Capossela e della sua band, un collettivo in costume e attrezzi di scena venuto a proporre le sue Canzoni della Cupa, oltre a una selezione di brani che mettono in scena una vera e propria opera musicale per il pubblico dell’Home. E’ un crescendo costante di suoni e volumi, tanto che sulle note finali la paura della calata dei barbari a interrompere lo spettacolo gladiatorio del colosseo musicale dell’HF sembra concretizzarsi e diventare tangibile, tanto i suoni si fanno poderosi e potenti. Un tripudio dal parterre, un’ovazione dal pubblico circostante. I 2Cellos poi devono sudare. Ma ci sono abituati, vien da dire…

Lascio ancora una volta il parterre principale: le cover dei Perl jam acustici dei Long Road, e le atmosfere cupe ed oniriche dei Be Forest mi costringono a ripensamenti continui e ripetuti spostamenti, così nell’indecisione non trovo più Frankie Hi-Nrg e me lo perdo. Che pollo.

L’edizione 2016 si chiude con un viaggio nei Balcani. I primi a salire sul palco sono i 2Cellos, il duo di violoncellisti croati che stanno godendo di una buona fama nel nostro Paese, dopo aver riscosso un clamoroso successo negli Stati Uniti e in Asia grazie anche a dei video virali, come quello della loro reinterpretazione di “Thunderstruck” degli AC/DC. La sorpresa per chi li ha visti per la prima volta è forte: pur proponendo una setlist di cover, la scelta di riarrangiare classici del rock e del pop con degli strumenti più legati alla tradizione della musica classica non può lasciare del tutto indifferenti. Come non possono lasciare indifferenti Luka e Stjepan, le due star tanto professionali nel suonare quanto mostri di simpatia tra un brano e l’altro, tra apprezzamenti neanche tanto velati alle ragazze del pubblico e all’uso dell’italiano, che ogni tanto fa strappare qualche sorriso. Per coloro che invece hanno avuto l’occasione di vederli nell’ultimo anno e mezzo, il format del concerto rimane sempre lo stesso: una prima parte di show dedicata ai soli archi, con brani più tranquilli come “Viva La Vida” dei Coldplay e “Human Nature” di Michael Jackson, e una seconda più legata alla tradizione rock, con l’ingresso di un batterista che scandirà il tempo su brani più energici come “Voodoo People” dei Prodigy.

Dopo l’esibizione dei 2Cellos, spazio ai Dubioza Kolektiv, ensemble bosniaco che con il suo mix di reggae, combat rock e dub ha lasciato Home Festival 2016 alla storia. Un’edizione che ha portato a Treviso 88mila presenze nei cinque giorni ed headliner del calibro di Editors, The Prodigy e Martin Garrix. Un festival che conferma il suo ruolo di primaria importanza nel panorama delle rassegne estive nazionali e che guarda, già oggi, all’edizione 2017 che si terrà tra la fine di agosto e i primi di settembre.

Testo di Christian Jonoch, foto di Nicola Lucchetta

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