Landlord, Technoir e Aftersalsa, il report del concerto a Milano del 30 novembre 2016

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Chi l’ha detto che i festival finiscono con l’estate? Noi no di certo, anzi in una seratina come quella proposta mercoledì 30 novembre 2016 dal Magnolia per l’appuntamento fisso “Wow – Roba fresca a Milano” ci si tuffa di testa, perché sguazzare allegramente tra buona musica, vinili, illustrazioni, serigrafie e video games – d’annata, ma sempre avvincenti – è un’attività che rinfranca il cuore.

Ad alternarsi sui due palchi allestiti all’interno del club milanese sono stati nell’ordine Aftersalsa, Technoir e Landlord. Con un EP, “Chances”, fresco d’uscita sono i brianzoli Aftersalsa ad aprire la serata. In quattro sul palco tra synth, voce, chitarra e basso i giovani ci mettono un paio di pezzi ad ingranare, ma una volta scaldati i motori, soprattutto con i pezzi più strumentali di questo primo progetto dalla vocazione synth wave, trasportano il pubblico del Magnolia in una dimensione gradevolmente onirica.

Senza soluzione di continuità arriva il set dei Technoir. Il succo del progetto sta già nel nome del duo genovese composto da Jennifer Villa (voce e effetti) e Alexandros Phoenix (chitarra e laptop), che fonde il calore del Soul e dell’R&B con gli spigoli delle ritmiche elettroniche. Il loro EP d’esordio, “Soundstrokes”, uscito nel 2015, è un condensato di eleganza e groove al quale è praticamente impossibile resistere (un po’ come le FruitJoy).

A ruota, terminato il set dei Technoir, attaccano i Landlord, headliners della serata. Quello della formazione riminese al Magnolia, dove il 1 settembre avevano aperto per i Daughter nell’ambito dell’Unaltrofestival, è un ritorno, che porta con sé anche tutta l’emozione del rivedere le stesse facce sottopalco, quelle di una fanbase che si sta formando grazie alla coerenza e alla tenacia del gruppo. Dopo “X Factor”, al quale hanno partecipato l’anno scorso, raccogliendo consensi e quel po’ di visibilità che, piaccia o no, serve per portare in giro la propria musica, i ragazzi stanno procedendo passo dopo passo, lontani da sensazionalismi, ma con grande solidità e concretezza.

La visione della band, che unisce l’elettronica all’ispirazione indie rock di band come i Daughter, Bon Iver e The National, emerge chiarissima dai due EP “Aside” e “Beside” da cui arriva il materiale per questo live dai toni sorprendentemente caldi. Si parlava dell’emozione di un ritorno e sin dal primo brano in scaletta “Farewell”, l’elettricità inizia a scorrere tra il palco e il parterre. Francesca (voce e piano), Luca (chitarra e ukulele), Lorenzo (batteria) e Gianluca (synth, basso e laptop), nonostante la carica sia alle stelle, non sbagliano un colpo, intensi, ma misurati. “Hidden”, “Bubbles”, “Hope and Flows”, “Get By” e “Is That Worth It?”, brani che si caratterizzano per l’eleganza della scrittura, dal vivo acquistano dinamica e spessore, trascinando il parterre in un intimo viaggio tra anima e corpo.

Un omaggio ai London Grammar con la bellissima cover di “Metal&Dust” arriva poco prima della chiusura, affidata a un pezzo nuovo, mai eseguito prima dal vivo, così, giusto per lasciarci con la certezza che qualcosa di figo sta bollendo in pentola e via verso le ultime tre date del tour, che tra il 9 e il 25 dicembre toccherà anche Bologna, Santa Maria a Vico e Ravenna.

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