The Dillinger Escape Plan, il report del concerto di Milano dell’11 agosto 2015

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Sono pochi i superstiti nella Milano infrasettimanale di martedì 11 Agosto riuniti in zona Idroscalo al Magnolia per assistere all’esibizione della ‘band più pericolosa della terra’, i Dillinger Escape Plan.

Il warm-up è affidato alla band metal core nostrana If I die Tomorrow, energici e volenterosi nel voler coinvolgere lo sparuto gruppetto di spettatori presenti alle ultime luci del giorno, e i Black Tusk, trio metal sludge statunitense che si mette a pestare forte dall’inizio alla fine del loro set show da tre quarti d’ora.

Il piccolo palco del Magnolia è pronto per accogliere quella che è stata definita una delle live band più coinvolgenti (e sconvolgenti) del pianeta, e l’imponente vocalist Greg Puciato comincia con l’opener “Prancer” a mettere subito in chiaro l’andazzo. Velocità, precisione, potenza. Il chitarrista Ben Weinman è una mina impazzita sul palco e con il manico della sua chitarra rischia di colpire tutti, pubblico delle prime file e compagni di palco. Il primo stage diving di Puciato si registra a pochi minuti dall’inizio del concerto, e il pubblico apprezza.

L’impianto ritmico costituito da Liam Wilson al basso e Billy RYmer alla batteria è impressionante per precisione e presenza scenica. L’impressione è che sia esplosa una bomba atomica e che invece di scappare dalla devastazione si è attratti verso il centro, verso la sorgente di questa energia impressionante.
L’ultimo album è quello più vario, che vede accostato ai classici pezzi violenti anche momenti di melodie accattivanti. La stupenda title track “One of us is the killer” richiama echi vocali di Mike Patton, mentre “Nothing’s funny” ha un bilanciamento perfetto tra melodia e chitarre metalcore.
Dagli episodi discografici più lontani (la band è attiva dalla seconda metà degli anni ’90) suonano pezzi di violenza inaudita come “Panasonic Youth” e “Milk Lizard”.

Non occorre aspettare più di tanto prima di vedere, dopo stage diving dal palco, spintoni, salti, poghi e chi più ne ha più ne metta, il momento dell’arrampicamento di Puciato sulle travi di sostegno del palco. Purtroppo per lui e per la spettacolarità del gesto, la struttura messa a disposizione dal Magnolia era ridotta, così come è stato il volo del cantante sul pubblico in visibilio.

Lo show è durato un’ora, e nulla si può pretendere di più da un esplosione tale di energia, tecnica, cambi di ritmo e agonismo puro in una performance impressionante sotto tutti i punti di vista. L’Italia è forse il paese che più si svuota nelle sue città in Agosto, e credo proprio che la band abbia visto location e pubblico migliori di quello milanese di ieri sera. Ma la loro prestazione è stata ineccepibile. Non si può trovare tanta professionale incoscienza e pazzia in nessun altro gruppo.

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